16 gennaio 2012

Lupin the 3rd

Quando un mio amico mi ha detto che era uscito il gioco in scatola di Lupin III ho reagito con un'alzata di spalle: la storia insegna che purtroppo molto pochi concept ispirati direttamente ad un prodotto televisivo, letterario o cinematografico poi danno vita ad un gioco veramente valido. Il resto invece rimane inchiodato in un mero riciclo di meccaniche già viste incollate  in modo approssimativo sull'ambientazione scelta. Ma una volta letto che dietro il titolo c'era il nome della Ghenos Games, già autrice e distributrice in Italia di ottimi titoli come Bolide o Race for the Galaxy, la mia curiosità si era risvegliata. Ieri ho potuto finalmente provare questo titolo e vi riporto le mie prime impressioni.

L'idea di fondo è geniale ed allo stesso tempo estremamente fedele al cartone animato: un giocatore prenderà il controllo di Zenigata e degli agenti della polizia, mentre gli altri si divideranno i ruoli di Lupin, Jigen, Goemon e Fujiko. Durante la prima fase del gioco, della durata fissa di 15 minuti, la banda dovrà studiarsi la mappa del gioco e quindi pianificare il colpo acquistando tutti gli strumenti necessari, da armi a veicoli passando per medikit ed altre attrezzature utili, mentre il giocatore avversario aspetterà in un'altra stanza. Questa fase è essenziale in quanto, durante il resto della partita, i componenti della banda non potranno parlare più tra di loro a meno di non usare una radiotrasmittente comprata durante la pianificazione.
Terminata la pianificazione inizia il gioco vero e proprio, in cui la banda avrà 13 turni per trovare il tesoro e scappare dalla mappa. Ma qui entra in gioco la meccanica che rende questo gioco originale: i quattro componenti della banda si muovono segretamente sulla mappa di gioco annotando le coordinate delle mosse su un foglio, un po' sullo stile di Scotland Yard o di Lettere da Whitechapel. A meno che quindi uno della banda non entri in visuale di un agente o di Zenigata stesso, la loro posizione rimarrà segreta a tutti, rendendo così la vita difficile non solo al poliziotto ma anche agli altri membri della banda, che non sapranno mai se tutto sta filando liscio agli altri giocatori o se è necessario coordinarsi di nuovo. Questo, sommato al limite di 13 turni per poter completare il colpo e scappare, rende il gioco estremamente frenetico e molto interessante.
Infine, a variare le partite, si aggiungono due elementi imprevedibili: il primo è dato da un mazzo di carte, uno per personaggio, che può fornire bonus e malus improvvisi e che possono ribaltare la partita di colpo; il secondo è il comportamento di Fujiko. Infatti il personaggio può, se pescata una certa carta, diventare una traditrice ed avere come obbligo quello di derubare la banda del tesoro e scappare in solitaria, ponendo quindi Lupin e gli altri membri in situazione critica.

Il principale lato positivo di questo titolo è ovvio dalla rapida descrizione che ho dato: la meccanica che forza i giocatori a "fare un piano" ed attenersi a quello, tentando poi di organizzarsi in caso di problemi, è ciò che rende questo gioco unico. Anche se naturalmente nella sua unicità è presente anche il suo primo problema: il gioco da il meglio di sé solo se giocato in 5 giocatori. In meno l'impatto del "non potersi parlare" diventa meno rilevante fino a divenire totalmente inutile in 2 giocatori, dato che l'intera banda viene quindi guidata da una persona sola. Questo porta con sé un altro palese problema: meno si è, più la partita diventa facile per la banda che può coordinarsi facilmente anche in caso di difficoltà essendo guidata da meno persone.
Un altro aspetto pregevole di questo gioco sono i materiali ottimi, soprattutto per quel che riguarda le 5 miniature colorate dei protagonisti, ma anche la plancia coloratissima e double-face ci fa facilmente calare all'interno delle due puntate del cartone da cui prende ispirazione.
Un grosso problema invece è dato dal manuale che riesce ad essere fin troppo vago sotto certi aspetti delle regole portando inevitabilmente ad eccezioni impreviste. Questa situazione è un po' sistemata dalle FAQ presenti sul sito della Ghenos, fortunatamente.
Quello che però è il più grosso problema che vedo nel gioco è la presenza di sole due missioni. Certo, la possibilità di scegliere tra una grande pletora di dispositivi e veicoli da usare per la missione ed il fatto che la posizione degli agenti di polizia è scelta dal giocatore poliziotto e non predeterminata, regala un po' di varietà alle partite... ma non abbastanza secondo me. Credo ci sia il rischio grosso di trovarsi bloccati in un ripetersi di partite una simile all'altra a lungo andare.

Ma prima di dare un giudizio definitivo mi riservo di farci altre partite.
Un saluto a tutti ed alla prossima!

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