29 gennaio 2011

Being Human

Prima di parlare di questa serie ho atteso pazientemente che ne uscisse il remake americano, per poter così fare un commento unificato.
L'idea di questa serie nasce quattro anni fa da Toby Whitehouse, giovane autore inglese autore anche della serie di buon successo No Angels, prodotta a trasmessa da Channel 4 per 3 stagioni ma inedita in Italia. I protagonisti di Being Human sono tra giovani trentenni, due uomini ed una donna, che si trovano a vivere assieme in un appartamento e a condividere le loro disavventure. Ciò che però non vi ho ancora detto è che i tre ragazzi sono un vampiro, un licantropo ed una fantasma che, per un motivo o per l'altro, tentano di vivere come esseri umani, gestendo le loro "particolari condizioni".

Se pensate che, con una premessa del genere, la serie rischi di finire per assomigliare alla saga di Twilight, lasciate che vi tranquillizzi: gli autori della serie dimostrano un grandissimo rispetto sia per i temi trattati che per la mitologia del genere. Quindi Mitchell, il vampiro protagonista, non è un figone luccicoso che attira le ragazzine, ma un uomo tormentato dal peso dell'immortalità e dal senso di colpa per gli omicidi compiuti per nutrirsi, in perenne tentativo di mantenersi "umano" mentre intorno a lui i suoi simili si comportano da bestie assetate di sangue e potere. George, il personaggio a mio parere meglio scritto, è un ragazzo insicuro, che si isola per controllare la licantropia, che lui vive come maledizione, come malattia che lo rende pericoloso e diverso dal resto del mondo. Infine Annie, fantasma incapace di accettare la fine della propria esistenza e costretta ad infestare la casa in cui è morta, in attesa di una risoluzione della propria vita.

Un applauso particolare va fatto ai tre attori protagonisti che non solo svolgono il loro lavoro perfettamente, ma regalano una profondità ed un realismo incredibile ai personaggi, aiutati anche dalle ottime sceneggiature, perennemente in bilico tra horror, commedia e dramma.
Una serie quindi che consiglio assolutamente a chiunque. Da non lasciarsi fuggire.

Due note a parte van fatte riguardo la versione americana-canadese, prodotta e trasmessa da pochi giorni su Syfy Channel e sulla versione italiana, trasmessa dai canali Mediaset. 
Partiamo dalla nota dolente, la localizzazione italiana. Come quasi ogni prodotto importato e localizzato da Mediaset, anche Being Human subisce un trattamento accettabile ma non brillante, con qualche errore di traduzione che mi impedisce quindi di consigliare la versione italiana. Tentate, se potete, di recuperare e guardare gli episodi in lingua originale: non ve ne pentirete.
Per quel che riguarda invece la serie americana, non so se verrà mai importata anche quella ma per il momento è un adattamento accettabile ma, come era ipotizzabile fin dall'inizio, totalmente non necessario. Strana l'idea di far partire la serie non con un pilot originale o copiando il pilot inglese, ma copiando invece il primo pilot inglese, quello che portò a cambiamenti della storia e perfezionamenti e che non fa parte del canone originale. Forse per evitare di suonare troppo banali? Mah... Per il momento comunque esiste solo il pilot, quindi mi riservo la possibilità di cambiare il giudizio nel futuro, dopo aver visto altre puntate.

Alla prossima.

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