07 dicembre 2009

Dorian Gray


Ero in dubbio se andare a vedere questo film. Infatti le recensioni negative si ammucchiavano costantemente sul web e sembrava proprio che a nessuno fosse piaciuto. Ho provato ad andare lo stesso e devo dire che sono felice di non aver seguito i consigli delle recensioni online.

Iniziamo dalla storia che segue in modo preciso il libro di Wilde: il giovane Dorian Gray eredita la casa del padre e giunge a Londra dove inizia a darsi ad una vita dissoluta e dedita al puro piacere. Ma nessun eccesso segnerà il suo viso o il suo corpo: i segni della corruzione della sua anima compariranno sul ritratto del giovane, chiuso nella soffitta della casa.

Il miglior aspetto di questo film compare immediatamente dopo la sigla: la fotografia è magistrale ed insieme ad una buona regia e all'ottimo lavoro degli scenografi, da vita sullo schermo ad un'esperienza visiva molto superiore al previsto. Oltre a questo, la recitazione è di buon livello anch'essa, un applauso soprattutto a Colin Firth, il cinico e dissoluto Henry Wotton, amico del giovane Dorian. Ma anche Ben Barnes se la cava, pur essendo in una delle sue prime produzioni complesse.


I lati negativi più grandi del film sono quelli che pesano su gran parte delle riduzioni cinematografiche di un'opera letteraria come "Il ritratto di Dorian Gray": innanzi tutto il film tenta di incorporare tutta la storia del libro finendo quindi ad essere lungo e lento per gli standard cinematografici, inoltre Oliver Parker ha scelto di riportare la storia senza modernizzarla e se questo da un certo punto di vista può essere un bell'omaggio al libro, d'altra parte rende la storia molto meno forte e d'impatto, sopratutto per chi non conosce il libro di Wilde. Infine una nota negativa anche per la CGI, utilizzata un po' troppo e per effetti un po' troppo rozzi, sopratutto per gli standard più "raffinati" che ha questo film.

In conclusione, un film non splendido, ma neanche così orribile come viene disegnato dalla critica. Consiglio la visione sopratutto a chi conosce ed apprezza il libro perché questo rappresenta un omaggio interessante e ben fatto.

06 novembre 2009

Che brutta caduta di stile che ha fatto Travaglio.


Mi riferisco al suo articolo in difesa del crocefisso che vi invito a leggere prima di leggere questo mio breve appunto.

Travaglio innanzi tutto compie un salto logico che mi lascia sbalordito. Afferma infatti di difendere non il crocefisso come  simbolo religioso o culturale, bensì come rappresentazione di un personaggio storico. Ma c'è un problema grossissimo in questa affermazione:
- innanzi tutto il personaggio storico di Gesù è stato addirittura messo in dubbio da alcuni storici e gli unici documenti che narrano in dettagli la sua vita sono di origine religiosa e ne mescolano la figura reale con quella mitologica. Quindi è impossibile slegare le due figure;
- in secondo luogo i brani citati da Travaglio vengono dai vangeli, quindi dai racconti mitologici del Gesù semidio, non del Gesù "figura storica". Quindi fin dall'inizio esiste un controsenso logico enorme. Vogliamo esaminare come il personaggio mitologico insegni cose moralmente condivisibili? Va bene. Ma a questo punto esistono centinaia di altri personaggi mitologici come il Buddha, che insegnano morali altrettanto condivisibili. E se invece vogliamo veramente parlare di personaggi storici che sarebbe bello insegnare ai bambini perché loro li emulino, perché parlare di Gesù e non di Ghandi o di Martin Luther King? Insomma, il discorso non regge molto;
- inoltre parliamoci chiaro: il crocefisso rappresenta il Gesù storico??? E quante altri personaggi storici avete mai visto rappresentati mentre agonizzano a morte? Forse sui vostri libri di storia, John Fitzgerald Kennedy viene rappresentato con la testa che esplode? Il già citato Ghandi mentre sanguina a morte? No. Il crocefisso non è la rappresentazione di Gesù. E' la rappresentazione della MORTE di Gesù perché questa fa parte dei dogmi del cattolicesimo.

Ma la peggior uscita, ciò che veramente mi ha lasciato a bocca aperta, è la "reductio ad nazium", ovvero la bieca figura retorica con cui paragona il lavoro delle persone della UAAR al nazismo, così da screditare l'intero discorso. Peccato che questo sia infantile: lo scopo finale delle persone che sostengono quella che Travaglio chiama "guerra ai crocifissi" non è quello di eliminare i crocifissi dovunque. E' quello di togliere i crocifissi dai luoghi pubblici, sopratutto le scuole frequentate da bambini ogni giorno. L'Italia è ormai divenuto uno stato multietnico ed è giusto che non vi siano simboli di una religione che non è più neppure religione di stato da ormai qualche decennio, all'interno di un luogo frequentato da bambini di diversa estrazione religiosa e culturale. E' questa la cosa più ironica: ciò che muove l'UAAR è proprio quella "idea di uguaglianza tra gli uomini" citata da Travaglio stesso.

Ditemi che ne pensate anche voi qui nei commenti.

01 novembre 2009

The Imaginarium of Doctor Parnassus.

Ieri ho potuto finalmente vedere l'ultima fatica cinematografica di uno dei miei registi preferiti, il folle ed immaginativo Terry Gilliam. Come al solito, procediamo con ordine partendo dalla storia: Parnassuss è un uomo che vive la sua vita narrando storie ed ha il potere di dar vita all'immaginazione, grazie all'uso di uno specchio magico. Nel suo spettacolo itinerante lo seguono sua figlia Valentina, il giovane Anton e Percy, amico di lunga data dell'artista. Ma Parnassus ha anche un segreto: una sfida in corso con un misterioso signor Nick, la cui posta in gioco è fin troppo pericolosa. Una speranza di vincere questa sfida arriva quando i protagonisti, con il loro teatro itinerante, incapperanno nel misterioso Tony.

L'effetto che mi ha fatto questo film è lo stesso che provato guardando Ingloriuos Basterds di Tarantino: questo film non è il migliore di Gilliam e non riesce a superare le vette di Brazil, ma è comunque il suo film più adulto ed unisce in sè tutto il percorso artistico compiuto dell'autore. In questo film c'è ogni cosa che un amante di Gilliam può cercare nelle sue opere, dalle folli animazioni alla Monty Python fino al taglio dark ed oscuro di Tideland. Ma sopratutto Gilliam compone un grande inno al potere dell'immaginazione, raccontandoci una fiaba coinvolgente ed emozionante, portandoci a suo modo al di là dello specchio intorno a cui ruota la storia, uno specchio che ci proietta lontani dalla nostra realtà sporca e grigia per condurci in un mondo onirico affascinante e pauroso allo stesso tempo. Il mondo di Gilliam, come al solito, è il più lontano da hollywood possibile: ogni scena mescola mille significati diversi e parla del regista e del mondo che lo circonda, niente è assoluto e fisso ed alla fine quel che conta è la storia ed il suo racconto.

Da un punto di vista puramente tecnico il lavoro di Gilliam è maestoso. Visivamente il film fa una scelta incredibilmente coraggiosa: anzichè prendere ispirazione alla classica CGI a cui ormai siamo abituati, anche in twist folli di artisti visionari alla Burton, Parnassus disegna il suo stile semplice ma allo stesso tempo dettagliato, che pesca a piene mani dalla storia dell'arte dal surrealismo all'impressionismo in un vortice di forme, colori e sfumature incredibili rielaborati dalla mente di Gilliam.
A parte qualche piccola imprecisione di montaggio, il lavoro fatto è veramente impeccabile per quanto, per chi è abituato allo stile del regista, non brilli di innovazione. Stesso discorso si può fare anche per gli altri lati tecnici, dalla fotografia alle musiche.

Un discorso a parte invece merita il discorso recitazione. Infatti, purtroppo, il film è diventato molto famoso e discusso prima del tempo a causa della morte di Heath Ledger. Per poterlo completare, Gilliam ha ricorso ad una scelta molto particolare: far interpretare ad altri 3 attori, amici di Ledger, Jude Law, Johnny Depp e Colin Farrell, la parte dello stesso personaggio. Anche se si nota il problema, sopratutto verso il finale, nel fatto che la storia diventa un po' rapida e frastagliata, l'intero discorso è stato gestito in modo ottimo, amalgamandolo bene nella storia. Oltre che ai quattro attori, un applauso va anche ai due antagonisti, Plummer e Waits, che riescono a coinvolgere lo spettatore nella loro sfida folle.

In definitiva un film da vedere. Ma preparatevi ed accettare di essere trasportati nel mondo di uno degli artisti più visionari e profondi che ci regala il cinema. In caso vogliate essere cullati in una storia classica invece evitatelo, potrebbe lasciarvi con l'amaro in bocca.

NB: una nota conclusiva che voglio fare per chiarire una cosa: questo film NON è un film con Johnny Depp! Ho visto molti spettatori confusi e delusi, aspettandosi un film alla "Pirati dei Caraibi". Questo purtroppo è stato causato dalla distribuzione italiana che ha voluto forzare sulla presenza di Depp, sapendo che avrebbe portato pubblico. Non  voglio dire che Depp non ci sia: c'è, ma la sua presenza è di un massimo di 10 minuti su 2 ore di film. Quindi, care ragazzine che sospirate sugli sguardi di Johnny, fate i vostri conti prima di correre al cinema.

27 ottobre 2009

Segnalazione.

Quando vedo un video che mi fa capottare dal ridere non posso non segnalarlo. Ecco a voi "Hey There Cthulhu" scritta da un genio di nome Eben Brooks, sulla musica di "Hey There Delilah".





Testo per chi avesse problemi a capire:
Hey there Chthulhu down there in your sunken city / You're a billion light-years distant and the stars look very pretty / From R'lyeh / So close and yet so far away. Ia Iay.
Chthulhu fuh-TAH-gun, or is that Chthulhu fuh-TINE? / I can never quite remember 'cause I'm not in my right minds / Since I met you / No one corrupts the way you do. You know it's true
Oh, it's what you'll do to me / Oh, and all humanity / Oh, you'll rise up from the sea / Oh, kill everyone slowly / Except the one's like me
Hey there Chthulhu, I've been studying your gospel / The Necronomicon, it gives me nightmares something awful / Where I see / The death of all reality. It fills me with glee
So when the stars are right, you'll come and do your worst / But that's okay because I know you'll eat the cultists like me first / When you get here / I know that day is drawing near. I have no fear
A billion light-years seems so far / Below the sea, beyond the stars / Of these humans' putrid souls you'll drink your fill / The fools will all make fun of me / But I'll just laugh maniacally / 'Cause no one's ever suffered like they will / Chthulhu, I can promise you / That by the time this cult gets through / The world will never ever be the same! / Praise your dark name!
Phn'glui mglw'nafh Chthulhu R'lyeh wagn'nagl fhtagn / Boy, that's really quite a mouthful, can't quite cram it in my noggin / Not today / I try to say it anyway / I feel my soul beging to fray / Still I await that frabjous day / Chthulhu calay!


23 ottobre 2009

Breve post di aggiornamento.

Ehilà a tutti. Scusatemi se sono scomparso da un po' di tempo, ma è mia intenzione modificare questo blog per renderlo un video log, così da metterci meno tempo per creare i singoli post e poter fare interventi più frequenti. Linux purtroppo non mi sta aiutando in questo, continuando a dar problemi con la webcam. Appena ho tempo di risolvere ricomparirò sia qui che su youtube.

Alla prossima.